Brasile, l’export pelle finita nel 2019 è in difficoltà: -19,7%

Brasile, l’export pelle finita nel 2019 è in difficoltà: -19,7%

Superfici in calo e valore ridotto. Il Centro per l’industria conciaria del Brasile (CICB) ha diffuso i dati relativi all’export per il mese di novembre. Il valore della merce esportata è sceso del 26,1%: dai 113,4 milioni di dollari del novembre 2018 si attesta agli 83,8 milioni attuali. Dati in calo anche se confrontati con il mese di ottobre, quando sono state vendute all’estero 92,6 milioni di pelli. Considerando i metri quadrati di merce esportata, il calo tra novembre 2018 e novembre 2019 (15,1 milioni metri quadri) è del 6,2%. L’export pelle finita nel 2019 è in difficoltà.

Il dettaglio
Entrando nello specifico, CICB comunica che nel periodo gennaio-novembre 2019 l’export di wet blue ha perso il 25,7% in valore, ma è aumentato del 10,5% in superficie. Il crust è sceso del 20,9% in valore e del 14,4% in superficie. Il fatturato estero della pelle finita ha registrato un calo del 19,7%, mentre il volume ha ceduto il 5,9%. Tra le destinazioni spicca la Cina. La Repubblica Popolare è maggiore importatore con una quota del 24,8%: ha aumentato gli acquisti in volume del 10,8%, ma il valore della merce è sceso del 22,5%. L’Italia, che resta il secondo importatore di materia prima brasiliana, ha acquistato l’8,3% in meno, di pelli mentre il valore della merce è sceso del 23,1%.

Video promozionale
Nel frattempo CICB ha lanciato una campagna di informazione.  Obiettivo? Diffondere il messaggio che la pelle è un prodotto ecosostenibile. Il Centro per l’industria conciaria racconta attraverso le immagini come il settore rappresenti un’opportunità.

Dati alla mano
CICB nello stesso video spiega, per esempio, che per produrre un paio di jeans siano necessari circa 537 litri di acqua. Per un capo d’abbigliamento in pelle ne serve poco più della metà. Ma l’accento più importante viene posto sul fatto che l’industria della pelle riutilizza lo scarto della zootecnia. “In altre parole: siamo una soluzione” recita il video. Per questo è necessaria una filiera della pelle molto performante, dato che il consumo di carne è in aumento e, secondo alcune stime, toccherà i 76 milioni di tonnellate nel 2026. (art)

Foto CICB

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