Depurazione, Maffei (Carisma): “Solofra è pronta, la Regione no”  

Depurazione, Maffei (Carisma): “Solofra è pronta, la Regione no”

La sintesi è questa: “Solofra è pronta, la Regione no”. A pronunciare queste parole è Felice Maffei, titolare di Conceria Carisma. Sono parole, le sue, pubblicate dal portale irpino Orticalab. E, a distanza di oltre un anno, ricalcano quelle che pronunciò alla nostra testata. Il tema, di stretta e caldissima attualità, era ed è quello della depurazione. La realtà, che racconta di un particolare immobilismo istituzionale, è quella che descrive Maffei.

Grido di allarme
I conciatori hanno più volte manifestato la volontà di partecipare più concretamente alla gestione dell’impianto di depurazione” ci disse il titolare di Carisma. E lo ribadisce a Orticalab: “Sono anni che chiediamo alla Regione Campania di partecipare al ciclo di depurazione. Se usciamo sui giornali perché Palazzo Santa Lucia (la Regione Campania, ndr) non adegua l’impianto di depurazione e se lo stesso viene posto sotto sequestro con facoltà d’uso per noi è un danno di immagine. E rischia di metterci in ginocchio e farci perdere quel rapporto privilegiato che abbiamo tessuto negli anni con i grandi brand del lusso”. Il depuratore è e sarà gestito da COGEI. Ma i conciatori chiedono, pur nel contesto di una governance pubblica, di entrare nella gestione dell’impianto.

Che il ciclo si adegui
“Investiamo tanto per essere competitivi – continua Maffei -, ma non tutti fanno la loro parte”. E spiega: “La Regione ha messo sul piatto 47.000 euro per la redazione di un progetto esecutivo per l’adeguamento dell’impianto gestito da Cogei. E 2 milioni di euro per effettuare i lavori. Ma, a oggi, questo meccanismo non si è ancora messo in moto. Tutto questo immobilismo ci penalizza giorno dopo giorno. Se il ciclo di depurazione delle acque deve continuare a essere pubblico, deve adeguarsi alle richieste del mercato. Altrimenti chiudiamo bottega”.

In regola
Ci spiegava Maffei a giugno 2018: “A Solofra il ciclo di depurazione dei reflui industriali di natura conciaria non ha mai superato i parametri di legge”. E: “Le indagini condotte sull’eventuale pericolosità delle emissioni in atmosfera dell’impianto di Solofra hanno dimostrato il loro non essere nocive”. Sedici mesi dopo, il conciatore solofrano è costretto a ripetere che “L’impatto ambientale del Polo conciario solofrano continua a essere percepito come poco sostenibile. È un’assurdità. Carisma, come tutti i player del distretto solofrano, scaricano in una sola conduttura che si connette direttamente al depuratore COGEI (…) Noi abbiamo eliminato dal processo di concia tutti i prodotti chimici pericolosi. Va ricordato che la Commissione parlamentare del 2005 ha smontato la connessione tra il ciclo produttivo conciario e l’inquinamento del bacino idrico del fiume Sarno”.

E quindi?
“Possiamo fare tutto fuorché sostituirci alla Regione – dice Maffei -. Non gestiamo il sistema di depurazione, non governiamo il processo e non possiamo intervenire. Tutto questo ci penalizza e se i nostri clienti del segmento del lusso, a causa di un ciclo depurativo non in linea con i loro parametri, decidessero di lasciare Solofra, per il distretto sarebbe la fine”. Si torna, così, al punto di partenza. Solofra è pronta, la Regione no. E questo è, davvero, un grosso problema. Grossissimo.

Nell’ìmmagine: in basso a sinistra Felice Maffei, a destra lo screenshot dell’intervista pubblicata da Orticalab

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