Pelle solidale: Antiba sostiene la taxi therapy di Zia Caterina

Pelle solidale: Antiba sostiene la taxi therapy di Zia Caterina

Un taxi coloratissimo al servizio dell’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze. È quello (insieme a molto altro) di Zia Caterina che, da anni, è al fianco dei bambini affetti da malattie oncologiche e alle loro famiglie. E Conceria Antiba, da tempo, si muove a sostegno delle sue iniziative. Quest’anno, in particolare, l’azienda toscana ha scelto di destinare i fondi per i regali di Natale ai clienti e per gli addobbi natalizi all’associazione Taxi Milano 25 Onlus che aiuta i piccoli degenti. “Ci sembrava fuori luogo festeggiare quando c’è gente che sta male o che non c’è più a causa dell’emergenza sanitaria. Abbiamo deciso di aiutare chi ne ha bisogno”, spiega Laura Balducci di Antiba.

La visita in conceria di Zia Caterina

Ieri, martedì 15 dicembre 2020, Zia Caterina ha fatto visita ad Antiba (nelle foto) nella nuova sede di Ponte A Egola (San Miniato), alla presenza dei dipendenti e della famiglia Balducci. Ha distribuito regali, gadget e libri da colorare per chi ha bambini o nipoti. “È stata una festa, come sempre quando c’è lei – raccontano i titolari della conceria -. Questa è la sua magia, riuscire a trasformare tutto in gioco”. “È venuta a trovarci per regalare gioia e far conoscere i suoi supereroi – continua Laura Balducci -. Così chiama i bimbi che ospita nel suo taxi magico”.

Il sostegno di Antiba

Quello di Antiba con Zia Caterina è un rapporto che dura da anni. “La conoscevamo anche perché una nostra collaboratrice è una volontaria della sua associazione. Abbiamo anche fornito i pellami per rivestire gli interni del camper con quale i bambini malati sono portati in giro per l’Italia. Spesso succede che serva il suo aiuto per riportarli a casa. Anche in Calabria, per intendersi”. L’attività della Onlus, infatti, non si limita al solo trasporto in taxi, ma si amplia a un sostegno economico alle famiglie che spesso devono trasferirsi a Firenze per seguire le terapie dei loro bambini. “La prima volta che l’ho conosciuta – racconta Laura Balducci – accompagnava una bambina a comprarsi gli occhiali da vista. È una persona speciale. Spero che, attraverso il nostro esempio, tanti possano conoscerla meglio”.

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