UNIC, Gianni Russo: solidarietà di filiera per salvare l’economia reale

UNIC, Gianni Russo: solidarietà di filiera per salvare l’economia reale

Il messaggio è molto lineare. In una situazione come quella attuale, “inverosimile, che non avremmo mai pensato di dover affrontare”, due devono essere i punti fermi. Primo: che si concretizzi, come sta succedendo, “una particolare e reciproca solidarietà di filiera. Secondo: che tutto ciò sia finalizzato a salvare l’economia reale italiana. Quell’economia che rappresenta il grande valore del saper fare nazionale. Su questi due presupposti si basa l’analisi di Gianni Russo, titolare della conceria Russo di Casandrino e presidente di UNIC – Concerie Italiane.

Solidarietà di filiera

“Stiamo vivendo una situazione inverosimile – commenta Gianni Russo -. Una situazione che non avremmo mai pensato di dover affrontare sia dal punto di vista imprenditoriale che personale e sociale”. Qualcosa che non ha “precedenti, ma che sta, però, facendo emergere una particolare e reciproca solidarietà di filiera. Ricevo e riceviamo costanti messaggi da clienti che si dimostrano vicini. E che ci ringraziano per il servizio che abbiamo offerto con continuità. Idem noi conciatori con i nostri fornitori”.

Salvare l’economia reale

“Nell’aria, nel pieno di questa esperienza terribile – continua il presidente UNIC -, avverto la possibilità di un cambiamento dell’atteggiamento verso il mondo e verso gli altri. La possibilità di qualcosa di più vero e leale. Tutta la filiera deve essere unita, perché solo così si potrà salvare l’economia reale del nostro Paese. Perché in Italia, l’economia reale è il nostro grande valore. Penso, per esempio, agli artigiani e al turismo che indubbiamente, tra i tanti settori, è quello che sta subendo i colpi più duri, nell’immediato”.

Salto in lungo

Un’economia reale e un saper fare dei quali le concerie italiane sono protagoniste d’eccellenza. “Penso, ovviamente, all’eccellenza delle nostre concerie – continua Russo -, per le quali fare stime è molto complicato. Le cruise collection sono in assoluto pericolo e l’estivo non è mai la stagione di riferimento per la produzione conciaria. Così, quello che possiamo fare oggi, a fine marzo, è un salto in lungo fino ai previsionali del prossimo novembre”. Stime che, conclude il presidente UNIC, “secondo un’analisi molto elementare, osservando che la possibile ripresa della Cina sull’invernale avvenga prima che negli altri Paesi che hanno tuttora tempistiche di lockdown differenti, ci portano a ipotizzare un -35/-40% dei ricavi sull’anno precedente”.

 

 

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