Riconversioni e donazioni: l’elenco delle aziende si allunga

Donazioni e riconversioni: l’elenco delle aziende si allunga

Riconversioni e donazioni. La filiera della moda continua a fare la sua parte nell’emergenza Covid-19. Da Hermès a Les Copain. Da Hostage a Serapian. Passando per Burberry, Redstone, Wolford, Waycap e Plissé (proprietario dei marchi Beatrice B. Sfizio e Smarteez). L’elenco di chi si impegna e mette a disposizione i propri reparti produttivi si allunga.

Toscana

A Lammari (Lucca), Cinderella’s Shoes è passata in pochi giorni dalle tomaie alle mascherine: un modo per non dover lasciare a casa i dipendenti. Il calzaturificio R.M Shoes di Fucecchio ne ha donate 3.000 al Comune. A Pescia Romana l’artigiano Stefano Trabucco, titolare di Pelletteria Artigianale, ha iniziato a produrre mascherine, poi consegnate porta a porta, innescando un circolo virtuoso con altre aziende. Gli abitanti di Impruneta possono contare sulle mascherine lavabili realizzate da Giorgio Linea di Cascine del Riccio che abitualmente produce pelletteria.

Marche

Il tomaificio Magisi di Ripatransone si è attivato per produrre presidi sanitari. Dada Calzature ne ha donati alla Protezione Civile. Dienpi di San Benedetto del Tronto (accessori e stampi per abbigliamento, calzature e pelletteria) già a gennaio ha iniziato con il “fai da te” per proteggere i lavoratori. Ora ha esteso il raggio d’azione. Coinvolte anche Alex di Ascoli Piceno e Do Quality di San Benedetto del Tronto.

L’outdoor

Il calzaturificio Norton di Cisterna di Coseano è in prima linea per le mascherine destinate all’ospedale di Trieste. Un iniziale lotto produttivo di 55.000 mascherine arriva, poi, anche dal calzaturificio La Sportiva della Valle di Fiemme.

Foto Imagoeconomica

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