La pelle va bene, lo streetwear no: le idee di Chiapponi per Tod’s

La pelle va bene, lo streetwear no: le idee di Chiapponi per Tod's

Certo, Walter Chiapponi il suo esordio alla guida della maison di casa Della Valle lo immaginava diverso. Dopo il primo show, datato 21 febbraio 2020, è esplosa la pandemia: “Il mondo si è completamente fermato”. Ma non per questo il processo creativo e programmatico si è fermato. Le idee di Chiapponi per Tod’s sono chiare. Riguardano la pelle, che fa parte del DNA del brand, e lo streetwear, da cui lo stilista vuole rimanere lontano.

L’approdo

Parlando con How To Spend It del Financial Times, Chiapponi riconosce di non aver mai considerato la possibilità di approdare in un marchio come Tod’s. Lo stilista lombardo vantava forti esperienze nell’alto di gamma. È passato in Gucci (“un posto molto divertente dove lavorare, come si vede dalle collezioni”), ad esempio, e in Prada (“Miuccia è la migliore, ogni volta che parla dice qualcosa che ti apre la mente”). Ma, ecco, Chiapponi nell’autunno 2019 si sentiva più forte nell’abbigliamento che negli accessori, segmento principe di Tod’s. Ma poi hanno inciso sulla decisione di accettare l’incarico il carisma di Diego Della Valle e, ancor di più, la voglia di mettersi alla prova: “Negli anni ’80 e ’90 Tod’s era la scarpa per essere cool – racconta –. Aveva una clientela molto sofisticata e intellettuale, comprese personalità dal cinema e dall’aristocrazia, fino a Gianni Agnelli e Basquiat. Ho pensato: sono nei 40 ed è il momento giusto per mostrare la mia visione”.

Le idee di Chiapponi

FT chiede allo stilista, vegetariano in un brand noto per i prodotti in pelle, della sua posizione sui materiali. “Per me la sostenibilità è molto importante, amo gli animali, sono vegetariano – risponde –. Provo a non usare pelli di animali esotici”. E per quanto riguarda l’identità stilistica? “Il mio approccio è presentare il guardaroba del cliente perfetto di Tod’s”, risponde. Non ne fa parte lo streetwear: “Staremo alla larga dagli eccessi, dall’abbondanza dei logo, dai colori forti. Alcuni dei miei cappotti Prada hanno tra i 12 e i 14 anni, voglio ottenere questo tipo di valori”.

Cosa si è già visto

A proposito della sfilata del 21 febbraio, Chiapponi ricorda che lo show “è stato molto rilassato, istintivo, senza sforzo”. Aggettivi che per FT si addicono alle sue creazioni. Ora lo stilista rimane concentrato sul lavoro. A lui, ad esempio, non piace disegnare su carta, ma partire dalla manipolazione dei materiali. Si fa fornire un pezzo di tessuto genericamente sagomato a forma di cappotto, racconta, e “poi comincia a tagliare, cucire, mettere le cose insieme, in modo davvero fisico, molto manuale”. Una forma di creazione molto concreta, per nulla astratta.

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