Paradosso londinese: i negozi chiudono, le sneaker scarseggiano

Paradosso londinese: i negozi chiudono, le sneaker scarseggiano

A Londra i negozi chiudono e le sneaker scarseggiano. A Regent Street, una delle più famose shopping street al mondo, i dati ufficiali indicano una diminuzione dei consumatori del 50%. Ampliando gli orizzonti, da gennaio 2020, nel Regno Unito, hanno chiuso 60 negozi al giorno. Con un paradossale risultato causato dalla maggior domanda di sneaker e dalla crescita dell’online. In altre parole: negli store aperti c’è un’offerta limitata di abbigliamento sportivo, in particolare di scarpe.

I negozi chiudono

Regent Street è conosciuta come “a mile of style”, “il miglio dello stile”. Ci sono ancora le vetrine di Burberry, Mulberry e altri grandi marchi, ma accanto a molti spazi vuoti o a serrande abbassate. Hanno chiuso Polo Ralph Lauren, J Crew e perfino Microsoft. Secondo i dati ufficiali riportati da The Times, gli acquirenti sono diminuiti di oltre il 50%, anche se alcuni rivenditori affermano che la cifra reale è più vicina al 90%. E la situazione di Regent Street rispecchia quella complessiva del Paese.

Saldo negativo

Secondo una ricerca di Local Data Company e PwC, circa 11.120 punti vendita hanno chiuso tra gennaio e giugno 2020 tra Inghilterra, Scozia e Galles. Ed è un dato, secondo molti, sottostimato. Infatti, molti store chiusi per le restrizioni imposte dalla pandemia non sono stati conteggiati e potrebbero non riaprire più. Le aperture, che comunque vanno sottolineate in un contesto come quello attuale, sono state 5.000. Il saldo negativo è circa 6.000 negozi.

Online, doppio danno

Gli shop che cercano di sopravvivere subiscono, nel frattempo, un doppio danno dalla concorrenza dell’online. Il primo si traduce in minori entrate. Il secondo in una minore offerte di prodotti. In altre parole, visto l’aumento della domanda di abbigliamento comfort (in particolare sneaker), dovuto anche alla crescita delle vendite online, alcuni negozi faticano ad approvvigionarsi. Secondo The Guardian, le scarpe da jogging e gli articoli di abbigliamento sportivo come le felpe con cappuccio scarseggiano. Anche Asos ha affermato che aveva meno scorte del solito a causa di una carenza generalizzata di articoli come sneaker, pantaloni da jogging e felpe con cappuccio. (mv)

Immagine Shutterstock: Londra, agosto 2020

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