Diodato De Maio, DMD Solofra: “Pensare positivo è la nostra forza”

Diodato De Maio, DMD Solofra: “Pensare positivo è la nostra forza”

Un richiamo alla coesione. Un’esortazione al “pensare positivo”, anche nel pieno di una pandemia che non accenna a smettere di rendere incerto qualsiasi contesto. Diodato De Maio (nel riquadro), titolare della conceria DMD Solofra, già un mese fa durante Lineapelle – A New Point Of View (Fieramilano Rho, 22/23 settembre) ci aveva espresso il senso della sua attuale consapevolezza. In altre parole: essere concreti, essere coesi e fare i conti con la necessità di “prendere quello che c’è”. Ecco la nostra intervista.

Pensare positivo

In fiera De Maio ci disse: “Siamo arrivati con aspettative prossime alle zero. Siamo stati davvero sorpresi dalle presenze”. Un mese dopo, come si è evoluto questo riscontro? “Inevitabilmente, da settembre in poi – dice l’imprenditore solofrano – si sono fatti dei passi indietro rispetto a luglio, quando constatammo un apparente ripresa. Anche se all’interno di un contesto problematico”. Il ritorno di una situazione di emergenza, “con la risalita dei contagi ha innescato un rinnovato freno psicologico”. Un freno che “colpisce tutto e tutti e qualsiasi livello. Guardando alla moda e alla pelle, basta fare riferimento al blocco dei voli e il fermo turistico nel mondo per capire quanto possa essere complicata la situazione”. Però, tutto ciò “non ci deve impedire di pensare positivo, perché questa è la nostra forza”.

Programmare, missione impossibile

Ora, spiega De Maio, “viviamo alla giornata. Per quanto ci riguarda, finora, non abbiamo dovuto affrontare cancellazioni di ordini, ma i volumi si sono ridotto in modo considerevole. La problematica è generalizzata, con gli USA, per fare un esempio, del tutto bloccati, tra Covid e le prossime elezioni presidenziali”. Come si va avanti? “Si prende quel che c’è – dice De Maio -. Noi lavoriamo su calzatura e pelletteria: tra esigenze di prezzo, volumi, richieste tecniche c’è sempre un fronte problematico da affrontare. Senza poter, per forza di cose, fare qualsiasi tipo di programmazione: è un termine che oggi non fa più parte del nostro vocabolario”.

Che fare?

Senza pretendere di avere la sfera di cristallo, che fare, dunque? “Credo e temo che il2021 andrà avanti a fatica. Dobbiamo stringere i denti, investire in ricerca e risparmio, inteso come far rendere meglio il processo e il prodotto. Anche perché oggi un articolo che 3 anni fa si vendeva facile, o lo elevo e lo presento al meglio, oppure non lo compra nessuno anche abbattendo il prezzo. Significa che l’asticella delle richieste della clientela si è alzata e noi dobbiamo evolvere di conseguenza tutta la struttura aziendale”. Infine, l’approvvigionamento di materia prima: “Bisogna fare molta attenzione – conclude De Maio -. E capire di volta in volta se sia meglio comprare il giusto al prezzo giusto. Oppure puntare al ribasso per fare media…”.

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