Ora Karl Lagerfeld è fur free: ma il Kaiser difendeva la pelliccia

Ora Karl Lagerfeld è fur free: ma il Kaiser difendeva la pelliccia

Rien ne va plus. Ora anche Karl Lagerfeld è fur free. Il marchio che porta il nome del designer di culto ha fatto promessa di abbandonare l’uso delle pellicce. PETA ne dà notizia online. La stessa PETA che per lustri ha picchettato gli eventi e le sfilate del Kaiser e che è arrivata a raffigurarlo come un’allegoria della morte. Già, perché in fatto di pelliccia e animal welfare, Lagerfeld aveva le idee chiare.

Karl Lagerfeld è fur free (riuscite a crederci?)
Una premessa: nella sua lunga carriera, Lagerfeld oltre a fondare un marchio omonimo e firmare le collezioni di CHANEL, ha diretto per anni Fendi. E dire Fendi, come è noto, vuol dire pelliccia. Ma non è solo un fatto di gusto. Kaiser Karl era un sostenitore dei materiali proprio dal punto di vista dell’approccio culturale. Si era accorto, certo, che sulla moda c’erano certe pressioni. Ma era abbastanza forte da non lasciarsi condizionare.

Karl dixit
Non ci sono spazi per confusioni. Non si può dire che Lagerfeld sul tema fosse indeciso. “Proprio perché gli altri scappano dalla pelliccia – spiegava nel 2018 – noi la abbracciamo. Piuttosto, bisogna scappare via dalle finte pellicce così inquinanti”. E delle pressioni degli animalisti, delle manifestazioni e delle mascariate veg, che ne pensava? “Non mi piacciono questi vegani che distruggono macellerie. I macellai non sono ancora illegali, quindi attaccarli è una sorta di fascismo, e io sono contro ogni tipo di fascismo”. Chi guida ora il brand avrà certamente ponderato la decisione con il pendolo dell’ufficio marketing. Ma non può dire così di rappresentare l’heritage del fondatore in maniera autentica.

Foto da PETA

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